Rivisitazione String Pop del tuo logo

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A gennaio siamo state contattate da Emanuele su Instagram il quale fa subito outing dichiarando apertamente il suo amore per la nostra arte. Ci chiede appuntamento per parlare di una possibile commissione e visto che noi praticamente siamo sempre a Milano, ci siamo dati appuntamento per il giorno dopo.

Emanuele a Alessandro sono i due ragazzi proprietari del ristorante IL PESCETTO, che puoi trovare in zona Moscova, a Milano.

Molto conosciuto per la qualità del pesce che offre a prezzi competitivi, si distingue tra tutti gli altri locali per formula originale che ha adottato da quando ha aperto i battenti.

Quando entri nel locale sembra di aver appena varcato la soglia di una pescheria. Ad accoglierti, infatti, un banco fornito di pesce freschissimo che ti aspetta per essere selezionato da te. Infatti sei tu che decidi cosa, quanto e come sbafartelo: puoi fartelo fritto, spadellato oppure alla piastra. Crudo è il massimo. Non esistono camerieri, ma ti chiamano con il numerino che ti assegnano subito dopo l’ordinazione, quando la tua preparazione è pronta.  Solitamente c’è una fila che non finisce più, ma i ragazzi passano con dei bei calici di prosecco e qualche frittura mista per ingannare l’attesa. Dei grandi, insomma, che le hanno pensate a tutte per rendere un buon servizio e offrire del pesce di ottima qualità.

Insomma quel giorno ci si incontra nel loro locale e si fanno quattro chiacchiere. Con i ragazzi abbiamo subito trovato subito il giusto feeling e durante l’appuntamento ci hanno espresso il desiderio di vedere il loro logo interpretato in chiave artistica dalle nostre menti malefiche. Infatti i raga era un bel pò che ci seguivano e si erano innamorati proprio della nostra filosofia oltre che delle nostre opere.

Da li a pochi giorni abbiamo fatto partire la mail nella quale abbiamo spiegato loro tempistiche e modalità sia per quanto riguarda la presentazione delle proposte per i progetti, sia per il pagamento.

Non è facile spiegarti del processo creativo che ci porta a concepire un’opera perché non è lineare e non è mai ripetitivo. Alcune volte ci facciamo dei voli pindarici che ci vorrebbe la bussola per ritrovare il filo di Arianna e arrivare all’origine del primo pensiero. Ma ci provo.

Per istinto abbiamo iniziato a lavorare sull’idea di trasformare il logo PESCETTO in una PESCETTA. Da dove ci viene l’istinto non è dato a sapersi. Alcuni ci nascono, altri lo affinano. Io non so perché mi arriva sta cosa. So solo che quando visualizzo un soggetto e mi viene la pelle d’oca, allora quella è la strada che percorro. È una specie di brivido che mi mi arriva fino alla radice dei capelli e mi fido un casino di queste mie sensazioni primordiali. Anche se non ti nascondo, che delle volte mi viene il dubbio che dovrei farmi vedere da uno bravo!

Le pescette che ci piacciono, sono forti. Hanno carattere e questa cosa doveva assolutamente uscire dal soggetto. Così ci siamo messe a giocare con la coda progettando, al posto della pinna, la sagoma di una pistola o di un dito medio. Ma nessuna di queste idee ci convinceva pienamente. Troppo violento, cazzo. Troppo splatter! Fuori tema proprio! In questi casi quando arrivo ad un vicolo cieco mi fermo. E aspetto. Aspetto che qualcosa succeda.

Un giorno, mentre stavo scrivendo un pezzo per un altro articolo e stavo scrollando la galleria per aggiungere un’immagine. E mentre scrollo…..TAAAAAAAAAAACCCCC!! Mi compare l’immagine di We Can Do It che avevamo già utilizzato per il sito.
L’iconico manifesto nato nel 1943 e conosciuto anche come “Rosie the Riveter“, ritrae un’operaia donna nell’industria bellica. L’immagine venne successivamente utilizzata per promuovere il femminismo e altre vicende politiche.
Questa donna ci ha sempre fatto impazzire perché è diventata la rappresentate del movimento che si è battuto per i diritti delle donne. Noi siamo particolarmente sensibili all’argomento e con la nostra campagna #nonsibaratta sentiamo nostra la forza che esce da questa immagine.
Quindi la coda della pescetta l’abbiamo trasformata in un pugno che riprende il gesto del manifesto. È stato poi immediato aggiungerle il fiocchetto e rifarle il trucco.

Il pescetto specchiato di fronte ha le stesse proporzioni della pescetta e in questo prende forma la nostra visione legata alla parità dei diritti tra uomo e donna. In più abbiamo aggiunto il tatuaggio sulla pinna. Il tattoo è il simbolo della bilancia dello zodiaco. Ci siamo ispirate al loro nome PESCETTO che è un gioco di parole studiato apposta e formato da PESCE – ETTO proprio per il fatto che il pesce si compra e sbafa a peso.

I due pascetti li abbiamo realizzati con stencil e vernice spray. I colori ovviamente non potevano che essere quelli che vengono ripresi in tutte le grafiche e i vari elementi del locale: l’arancione e il celeste.
In realtà l’idea di coprirli da una fitta rete geometrica realizzata con la String Art, ci era già venuta al principio, quando avevamo avuto l’illuminazione della Pescetta.

La rete racconta, in modo provocatorio e ironico, l’unione e il sodalizio tra Pescetto e Pescetta. La fittissima rete è infatti realizzata da mille piccole geometrie con chiari riferimenti sessuali. La figata è che se non ti concentri a guardare e a studiarti bene il disegno, nemmeno te ne accorgi.

Ci piace mimetizzare il chiodo sulla la superficie sul quale poggia, perché in questo modo togliamo potere alla materia e ci concentriamo sul vuoto che viene tagliato da mille ombre filiformi che sembrano sbucare dal nulla.

L’occasione per “uscire” l’opera  è stata quella del Fuori Salone del mobile. I titolari del locale hanno predisposto l’impianto di illuminazione ad hoc.

Le nostre opere, hanno bisogno di avere un illuminazione adeguata per ricreare quell’effetto pazzesco di pizzi fluttuanti e ombre filiformi.

L’effetto sorprendente delle ombre con le luci puntate in questo modo è quello di uno SPLASH, come se i due pascetti si fossero appena tuffati in acqua. PER-FET-TO! Voto ottomila!

 Siamo contente di aver accettato la sfida di Ema ed Ale e siamo super soddisfatti del risultato finale. Quindi te la butto li. Hai un logo e vuoi dargli un tocco String Pop? Ragioniamoci, cazzo!  Scrivici una mail qui e ti risponderemo al fly!

Silvia//

E qui la loro recensione

E. di Luzio – Dielle Group / Pescetto

“Se in principio la nostra proposta di collaborazione sembrava “incompresa”, poi una volta rotto il ghiaccio, le ragazze di Parallel Lines si sono rivelate capaci di interpretare nella loro chiave provocatoria, un messaggio importante, di cui siamo fieri sostenitori. Il parallelismo sia concettuale che iconografico, è ben costruito tramite il gioco della materia e delle forme. Noi e il nostro “Pescetto” siamo pienamente soddisfatti dell’opera realizzata”

Ettore Messina – Owner & Founder “Suite d’Autore Art Hotel”

“Benché Suite D’Autore sia un hotel studiato e concepito come opera d’arte totale con ciascuna suite dedicata a uno specifico momento dell’arte e del design, abbiamo deciso di approvare la realizzazione di un’installazione permanente nello spazio comune della caffetteria, un ambiente etereo dai toni cerulei dove inserire un’opera diversa da quelle progettate rappresentava una sfida sia per noi come committenti che per le artiste. Il nostro approccio con le Parallel Lines è stato entusiastico e immediatamente il concept dell’opera è stato individuato e infine eseguito egregiamente dalle ragazze. L’opera prende spunto dai mosaici della Villa Romana del Casale (sito UNESCO di Piazza Armerina), e in particolare dal mosaico più celebre, quello delle ragazze in bikini che rappresenta il primo bikini della storia. Antico e moderno si uniscono e la storia si va a innestare in un’opera contemporanea e concettuale: le Parallel Lines hanno infatti ripreso l’idea del bikini con la tecnica della string art sull’enorme parete della caffetteria di Suite d’Autore, rappresentando degli hashtag all’altezza della vagina a richiamare lo slogan peraltro esplicitato sotto #nonsibaratta. Tale opera per quanto forte e di carattere è riuscita a inserirsi in modo organico nell’ambiente e per quanto provocatoria non infastidisce il cliente che sosta nella zona colazioni, ma anzi desta la sua attenzione e stimola l’interpretazione concettuale, sposandosi perfettamente con il concept artistico di Suite d’Autore.” 

 

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