Ragazze in Bikini

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“In-italian-sleng-“poteto”-is-“pussi”!”

Per fortuna che, quando ho sfoderato il mio inglese da brivido della morte, ero un pò fuori. Altrimenti, non so se avrei mai avuto il coraggio di sputtanarmi così, senza pudore, davanti ad un pubblico internazionale  per l’inaugurazione dell’installazione che abbiamo realizzato presso Suite D’autore Art Hotel, a Piazza Armerina.

Ma ormai è andata e adesso ti racconto tutto!

Ettore Messina, il proprietario della struttura ricettiva, lo avevamo già conosciuto a gennaio assieme a Silvia Novelli, la sua compagna. Se ti sei pers@le puntate precedenti, sparati questo articolo.

Durante la settimana di fuoco dedicata alla campagna #nonsibaratta, abbiamo preparato chiodi, progetto e tutto l’occorrente, per realizzare l’installazione in site specific “Ragazze in Bikini”

L’opera si ispira al più famoso e omonimo mosaico, sito a Villa del Casale. Ettore ci aveva chiesto di reinterpretarlo con la nostra irriverenza e noi lo abbiamo accontentato!

Da quando ci siamo salutati a gennaio, sono partite una raffica di mail nelle quali abbiamo ragionato sul design, sul concept e sulle finiture dell’opera.

Giovedì scorso siamo tornate in Sicilia per eseguire l’installazione a parete più grande fino ad ora mai realizzata da noi con la tecnica della String Art.

Abbiamo dovuto imbarcare un bagaglio a mano perché c’erano chiodi, pinze cazzi e mazzi. I progetti erano stati piegati con cura e riposti tra fogli di polistirolo e mutande varie. Rullini per la vernice, marker e cotone di ogni spessore erano stati tutti stivati a modo nella valigia.

Quando siamo arrivate a Piazza Armerina siamo andate a comprare le ultime cose che mancavano e ci siamo messe subito all’opera!

Avevamo praticamente calcolato tutto. Tranne il fatto che avremmo dovuto lavorare su un impalcatura sospesa a 5 metri di altezza. E, te lo posso giurare, ti gira un pò la testa finché non ti abitui. All’inizio avevamo dei forti svarioni e ci veniva da sboccare. Ma l’acqua e limone della Ily ci ha salvate da una figuraccia apocalittica.  

Abbiamo utilizzato 274 chiodi, 20 metri di stringhe in cotone e tutta l’irriverenza possibile per dare forma a questa installazione in Site Specific di 2,40 x 2 metri che è stata realizzata con tecnica mista: Stencil e String Art.

Quando abbiamo terminato il lavoro non potevamo credere ai nostri occhi. Succede sempre così!  Un conto è vedere il progetto sullo schermo del Mac, un altro è vedere realizzato l’art work nelle dimensioni reali “stampato” sulla parete con ombre e luci annesse.

Abbiamo superato la prova a pieni voti e sia Ettore che Silvia sono stati totalmente soddisfatti del risultato. Anche noi adesso ce la tiriamo un pò di più;)

Domenica Ettore si è spaccato in quattro per organizzare l’evento inaugurale dell’installazione. Sono stati invitati alla serata alcuni imprenditori di Piazza Armerina e una trentina di stranieri. Tutti docenti che, provenienti da varie parti d’Europa, hanno aderito ad un progetto Erasmus finanziato dalla Comunità Europea.

Qui sul nostro profilo Instagram, puoi vedere tutte le storie che abbiamo salvato e che raccontano passo passo tutta la serata.

È intervenuta pure Tv Start News! La bravissima Debora Buttiglieri ci ha fatto un paio di domande in diretta sulla String Art e sulla campagna di sensibilizzazione #nonsibaratta che, adesso più che mai, si sta fondendo con il nostro progetto artistico We R All Slaves To Pussy. Qui sotto ti puoi beccare il video della diretta!

Ettore ci ha fatto una meravigliosa introduzione in inglese per poter comunicare a tutti il concept che sta alla base del nostro progetto artistico e raccontare dell’iniziativa della patata che #nonsibaratta.

Ma non se l’è sentita di dire chiaramente che cazzo rappresenta ‘sta patata e perchè è diventata il simbolo della nostra campagna. Così, presa da un raptus di eroismo che “Braveheart” levati,  gli ho detto “Posso intervenire?”

Mi ha passato il microfono e ho iniziato a spiegare in inglese che la “patata” qua in Italia è il nomignolo con il quale tutti chiamano la vagina. Mentre parlavo vedevo tutti quanti guardarmi con due occhi così come a dire: “Ma che minchia sta a dì questa?”.

Poi quando ho pronunciato la parola “Pussy”, si sono sciolti come neve al sole, anche se devo ancora capire come mai quando dici “vagina” o “pussy” ridono tutti in modo isterico ed imbarazzato.

L’opera era stata coperta da un lenzuolo e al momento top del “scendi il telo”, è partito un OOOOOooooooOOOOOoooOooOooohhh e un count down che ci ha fatto emozionare da morire. L’applauso è partito spontaneo e noi ci siamo crogiolate in un brodo di giuggiole.

Durante la serata è stato offerto un buffet a base di pizza, degustazioni di olio e focacce varie. Sono state infatti coinvolte per l’occasione alcune realtà della zona che producono prodotti d’eccellenza siciliani.

Dopodiché abbiamo scattato foto con la patata in mano a tutti gli invitati che ci hanno fatto alcune domande e un miliardo di complimenti!

Siamo felici dell’esperienza e pienamente soddisfatte del risultato finale.

Qui in 28 secondi ti facciamo vedere come lo abbiamo fatto!

Al momento di lasciare Suite D’autore e la nostra installazione per tornare a Verona, ci è sceso il magone.

Siamo tornate a casa forti di questa grande esperienza sul campo e cariche a bomba per realizzare la prossima installazione in Site Specific.

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Sei il proprietario di un Art Hotel? Vuoi rinnovare la tua parete schifosa? Contattaci al volo scrivendoci una mail qui e ti stupiremo con un progetto atomico.

 

 

 

 

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