Raccontami i cazzi tuoi e ti dirò che teschio sei

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L’origine della specie si chiama Mother, il primo teschio che abbiamo realizzato circa 2 anni fa. Da lì in poi abbiamo declinato il soggetto in altre varianti.

In tutto ne abbiamo create sette: Nadsat, la calavera ispirata ad Arancia Meccanica e a Kubrick; 6.7.1907, la data di nascita di Frida Kahlo che ha influenzato il terzo teschio di nostra produzione. In seguito ne abbiamo realizzati altri e più piccoli nelle dimensioni, comeLSD, Frida e Skull 2.0 che è stato per la prima volta inchiodato su tessuto jeans.

Anche la nostra prima installazione in Site Specific è una calavera di gigantesca. Qui sotto puoi vedere il video che abbiamo girato in stop motion durante la realizzazione della stessa.

È stata proprio questa calavera che ha colpito Michele quando è venuto a trovarci in laboratorio la prima volta. Oltre al soggetto e ai giochi di luce e ombre che si creano quando si proietta la luce sulla superficie, lui si è infigato anche dei colori: fondo grigio scuro, string arancione. In quel momento, ci ha espresso il desiderio  di vedere realizzato un teschio studiato appositamente per lui.

Così, quando siamo andate a fare il sopralluogo a casa sua, in provincia di Treviso, ci ha fatto vedere dove avrebbe voluto posizionare la sua giga opera. Una bella sberla di 187×126 cm. che, viste le dimensioni, difficilmente trova la giusta collocazione nelle abitazioni private.

Ma Michele già l’idea ce l’aveva. Appena entrate, infatti, ci mostra una grande nicchia lungo il corridoio d’ingresso. Per farti capire, ci potrebbe stare benissimo un piccolo divano due posti, con una TV di medie dimensioni, un mobiletto e un’opera d’arte bella grande;)

Ci siamo seduti tutti e tre a tavolino e, tra un prosecco e l’altro, abbiamo chiacchierato a random. Ma ogni discorso finiva sempre lì. Michele è un appassionato di Triathlon e ci ha raccontato del culo che si sta facendo per poter partecipare a tutte le gare possibili ed immaginabili in questo pianeta e oltre.

Il Triathlon è una disciplina sportiva che comprende tre specialità: nuoto, ciclismo, corsa e le cui prove vengono svolte una di seguito all’altra, senza nessuna sosta. Mah?  A me, che fare la casa avanti e indietro per sistemarla, viene il fiatone, sto Triathlon è cosa da marziani. Ma per lui, come tutti quelli che praticano questo sport, è proprio una vera passione che viene scandita in chilometri, minuti e obbiettivi.

Durante il nostro aperitivo ci ha raccontato che è in fissa con i teschi e che gli sarebbe piaciuto averne uno nella sua nicchia che da lì a poco avrebbe ridipinto di grigio, come il colore della tavola che ci ha commissionato. In questo modo il fondo si mimetizzerà con il colore del muro e l’effetto “quadro” si noterà molto meno.

Io e la Ily siamo tornate a casa con alcune info necessarie per sviluppare la SUA calavera e gli abbiamo promesso che nel giro di una settimana gli avremmo sparato fuori un paio di proposte.

A parte i colori e il soggetto che a lui sono piaciuti, non avevamo altri riferimenti. I nostri soggetti sono tutti unici e non replicabili. Ogni opera è originale e per noi è impensabile farne delle copie identiche.Ognuna ha la propria identità, che sia un soggetto commissionato o ispirato a qualche personaggio che esce da noi.

Quando abbiamo iniziato a ragionarci sopra, la prima cosa alla quale abbiamo pensato è stato il Triathlon. Per forza, cazzo! Ci ha fatto una testa così spiegandoci che gliene deve dare di più in bici, ma che con la corsa e il nuoto è in bolla totale.

Dunque, mettere assieme le sue passioni e la nostra calavera, non è stato così immediato. Ma cazzo, se c’è una cosa che mi viene bene, è trovare la genialiata. Mi si accende una lampadina e mi confronto subito con la Ily. E lei mi dà sempre il +1 elaborando l’idea di base, in un’ultra figata. Passiamo giorni e giorni a farci le storie, pensando al soggetto e definendolo sempre di più. Per noi questi scambi sono tutto il succo del discorso. <<C’è della “ciccia” dietro!>>, come alcuni amano parlare della nostra arte.

Mentre stavamo facendoci le storie, Michele ci manda questo messaggio.

 

Per noi avere info di questo tipo è oro! Sono tutte indicazioni aggiuntive che ci aiutano meglio a delineare il soggetto che studiamo proprio per te.

Così è nato Iron Skull: ispirato alle passioni di Michele che hanno preso vita nel nostro soggetto unico ed originale, fatto apposta per lui.

Ovviamente i colori già li sai e troviamo che l’abbinamento spacchi di brutto. Il design della Calavera, in questo caso, si ispira alle gare che gli atleti di Triathlon devono affrontare: il nuoto, la corsa e la bicicletta.

Se osservi attentamente ti renderai conto che gli occhi in realtà sono delle ruote di bicicletta mentre il nasello che le unisce, trasformano “le ruote” in un paio di occhialini da nuoto. Anche la cuffia che indossa la calavera, delineata dalla lunga linea retta che la percorre su tutta la larghezza del cranio, è ispirata al nuoto. Il numero 11, stampato con lo spray, richiama la siluhette della pettorina che viene assegnata ai corridori durante le gare. Bhè, il numero, non poteva che essere quello. E tutti gli altri elementi decorativi rappresentano il sole, ovvero l’energia pura che si sviluppa praticando questo genere di sport. Energia a-bomba!

Quando gliela abbiamo portata ci siamo rimasti a bocca aperta. PERFETTA nella sua collocazione. Anche con l’improbabile parete verde pisello di fondo. Anzi, questo colore dava all’opera un tono ancora più POP. Però ha detto che la parete la vuole grigia, vero Miche’?

Io gli ho detto che ci avrei visto bene un angolino tipo Kasbah: un tappeto, grandi cuscini, un narghilè, un tavolino, del the alla menta e il suo fighissimo Iron Skull. Ma per fortuna che Michele è un pò più sobrio di me ed è andato a comprarsi una sedia di design appositamente arancione. Un grande, cazzo!

A questo punto prima di iniziare la cena a base di radicchio trevigiano che io A-DO-RO e dell’ottimo prosecco, ci siamo intortati tutti a studiarci le luci, come di consueto.

Penso che Michele abbia smontato e portato nella nicchia tutti i punti luce che aveva nella casa: prove dall’alto, dal basso, da destra e da sinistra, con luce più o meno intensa, più o meno bianca.

Ma quando è arrivato con il faretto magico ci siamo rimaste di merda perchè finalmente avevamo. la possibilità di vedere con i nostri occhi quello che avevamo sempre immaginato. Sto faretto spacca perché, oltre ad avere un’intensità di luce sufficiente a sparare le ombre delle migliaia di chiodi sulla superficie della tavola, cambia anche di colore.

Così  quando i colori della luce sono caldi, il teschio diventa iridescente e sembra fluttuare sulla superficie. Quando i colori della luce sono freddi,  il filo sparisce completamente lasciando visibili solo le ombre che si intensificano.

In questo modo oltre ad aver valorizzato il suo ambiente con un pezzo unico e studiato appositamente per lui, abbiamo creato un’opera tridimensionale che interagisce in maniera sorprendente con la luce, dandogli la possibilità di rendere l’atmosfera più o meno accogliente, più o meno dark.

In parole povere, a seconda di come ti gira puoi dargli l’effetto che desideri.  Qui sotto ti puoi sparare il video che avevamo registrato quella sera.

Siamo super emozionate per i feed back che ci ha dato Michele e dell’ennesimo buon risultato ottenuto. Ogni volta avanziamo di un passetto per quanto riguarda la tecnica e le commissioni sono sempre una bella sfida che ci piace vincere. Con Iron Skull ci siamo superate.

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Siccome a noi  piacciono le sfide, te ne lanciamo una.

Sfidiamo chiunque voglia commissionarci un teschio, purché disposto a raccontarci dei cazzi suoi, a rimanere delusi del risultato finale. Soddisfatti o rimborsati. Se accetti la provocazione, contattaci scrivendo una mail info@parallellinesart.it e ci becchiamo quando vuoi per parlarne.

 

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