ABOUT

Due parole su di noi ve le diciamo così:

Io sono Silvia!
40enne dal carattere nomade. Parlo come mangio. Adoro la musica elettronica ascoltata a palla, la velocità più veloce della luce, le parolacce, il sole e il mare. La sincerità ad ogni costo!

Io sono Ilaria!
30enne, single per legittima difesa. Adoro i tatuaggi e tutto ciò che mi rende iper fem- minile. Velista per caso, ho il terrore di essere divorata da uno squalo. Sono testardissima e se mi metto in mente una cosa non mollo: piuttosto, la morte!

Insieme abbiamo creato lo scellerato duo artistico Parallel Lines //

Abbiamo deciso di fare della String Art il media attraverso il quale esprimerci, reinterpretando la tecnica a nostro gusto. Utilizziamo migliaia di chiodi per le nostre opere e li colleghiamo tra loro con stringhe di cotone, o altri materiali, per creare soggetti quasi evanescenti e immagini tridimensionali che ricamano le superfici sulle quali sono installati.

Silvia Lana, hand lettering artist e regista di alcuni spot pubblicitari, ha lavorato per anni nel campo della creatività. Eclettica ed esplosiva, ha sviluppato un percorso con un’ampia ricerca di nuove tecniche espressive, creando molte idee intuitive e fresche.

Ilaria Marchesini, la più giovane, vanta una lunga collaborazione con Federico Ferrarini, artista di fama internazionale che lavora stabilmente negli Stati Uniti.

 

DICONO DI NOI

L’armata delle linee parallele
C’è una forza combattente che direziona le due linee parallele di Lana e Marchesini, una forza grave e dal sapore street, spesso irriverente, sfrontata e che al contempo funge da propulsore; Una rabbia creativa che si esprime attraverso la lotta e che rivendica la donna libera da ogni ruolo identificativo.

Le linee parallele sono militarmente direzionate verso la scoperta, la denuncia, l’esplosione intellettuale intesa come manifesto e come derisione dello stesso.

Attraverso la battitura del chiodo, attraverso il gesto ripetitivo e violento di martellare la carne lignea del supporto, traducendo la rabbia in concetto e sviscerando le paure più recondite. Squartando ogni dubbio, vivisezionando e portando alla luce ogni organo nel quale si trovano nascoste le paure dell’infanzia, i dettami della società, le imposizioni, i blocchi emotivi.

Quella del chiodo costretto dal martello ricorda una penetrazione violenta e direzionata, una lacerazione chirurgica. L’uso e il divertito controllo della meccanicità dell’organo maschile è quindi la denuncia stessa delle più banali regole sociali legate al maschilismo.

Le pennellate di Parallel Lines sono i fili che si tendono tra ogni chiodo rendendo visibili i legami che esistono tra le cose, nella volontà di portare alla luce la struttura venosa che pompa il sangue e che trasporta i segreti, anche quelli più gravi, lividi, violenti e inconfessabili.
Nel gesto stesso quindi la produzione di un concetto, come una scrittura che valica la mera tecnica raccontando l’amore per la verità.
Qui dove l’eros si trasforma in combattimento e dove la presa di posizione e la speculazione intellettuale trasmettono uno sfacciato entusiasmo che incuriosisce e che diverte davvero!
Federico Ferrarini”