ABOUT

Parallel Lines nasce dalla straordinaria connessione tra due artiste veronesi: Silvia Lana e Ilaria Marchesini.

È attraverso la String art che esprimono la loro visione, creando immagini tridimensionali dal forte impatto scenografico.

Hanno sviluppato il loro progetto artistico We R All Slave to Pussy che rivendica la donna libera da ogni ruolo identificativo.

Dopo varie sperimentazioni, hanno portato la String Art a parete, sviluppando installazioni in Site Specific che danno vita a sorprendenti giochi di luci e ombre che sembrano ricamare l’aria.

Sono inoltre attiviste a favore dei diritti della donna e ideatrici della campagna di sensibilizzazione #nonsibaratta nata nel 2017 in occasione della giornata internazionale della donna.

La String Art è la miglior rappresentazione del loro credo: siamo tutti linee parallele (chiodi) alla ricerca di connessioni ( filo).

 DICONO DI NOI

E. di Luzio – Dielle Group / Pescetto

“Se in principio la nostra proposta di collaborazione sembrava “incompresa”, poi una volta rotto il ghiaccio, le ragazze di Parallel Lines si sono rivelate capaci di interpretare nella loro chiave provocatoria, un messaggio importante, di cui siamo fieri sostenitori. Il parallelismo sia concettuale che iconografico, è ben costruito tramite il gioco della materia e delle forme. Noi e il nostro “Pescetto” siamo pienamente soddisfatti dell’opera realizzata”

Ettore Messina – Owner & Founder “Suite d’Autore Art Hotel”

“Benché Suite D’Autore sia un hotel studiato e concepito come opera d’arte totale con ciascuna suite dedicata a uno specifico momento dell’arte e del design, abbiamo deciso di approvare la realizzazione di un’installazione permanente nello spazio comune della caffetteria, un ambiente etereo dai toni cerulei dove inserire un’opera diversa da quelle progettate rappresentava una sfida sia per noi come committenti che per le artiste. Il nostro approccio con le Parallel Lines è stato entusiastico e immediatamente il concept dell’opera è stato individuato e infine eseguito egregiamente dalle ragazze. L’opera prende spunto dai mosaici della Villa Romana del Casale (sito UNESCO di Piazza Armerina), e in particolare dal mosaico più celebre, quello delle ragazze in bikini che rappresenta il primo bikini della storia. Antico e moderno si uniscono e la storia si va a innestare in un’opera contemporanea e concettuale: le Parallel Lines hanno infatti ripreso l’idea del bikini con la tecnica della string art sull’enorme parete della caffetteria di Suite d’Autore, rappresentando degli hashtag all’altezza della vagina a richiamare lo slogan peraltro esplicitato sotto #nonsibaratta. Tale opera per quanto forte e di carattere è riuscita a inserirsi in modo organico nell’ambiente e per quanto provocatoria non infastidisce il cliente che sosta nella zona colazioni, ma anzi desta la sua attenzione e stimola l’interpretazione concettuale, sposandosi perfettamente con il concept artistico di Suite d’Autore.” 

L’armata delle linee parallele
C’è una forza combattente che direziona le due linee parallele di Lana e Marchesini, una forza grave e dal sapore street, spesso irriverente, sfrontata e che al contempo funge da propulsore; Una rabbia creativa che si esprime attraverso la lotta e che rivendica la donna libera da ogni ruolo identificativo.

Le linee parallele sono militarmente direzionate verso la scoperta, la denuncia, l’esplosione intellettuale intesa come manifesto e come derisione dello stesso.

Attraverso la battitura del chiodo, attraverso il gesto ripetitivo e violento di martellare la carne lignea del supporto, traducendo la rabbia in concetto e sviscerando le paure più recondite. Squartando ogni dubbio, vivisezionando e portando alla luce ogni organo nel quale si trovano nascoste le paure dell’infanzia, i dettami della società, le imposizioni, i blocchi emotivi.

Quella del chiodo costretto dal martello ricorda una penetrazione violenta e direzionata, una lacerazione chirurgica. L’uso e il divertito controllo della meccanicità dell’organo maschile è quindi la denuncia stessa delle più banali regole sociali legate al maschilismo.

Le pennellate di Parallel Lines sono i fili che si tendono tra ogni chiodo rendendo visibili i legami che esistono tra le cose, nella volontà di portare alla luce la struttura venosa che pompa il sangue e che trasporta i segreti, anche quelli più gravi, lividi, violenti e inconfessabili.
Nel gesto stesso quindi la produzione di un concetto, come una scrittura che valica la mera tecnica raccontando l’amore per la verità.
Qui dove l’eros si trasforma in combattimento e dove la presa di posizione e la speculazione intellettuale trasmettono uno sfacciato entusiasmo che incuriosisce e che diverte davvero!

Federico Ferrarini

BIO

09/2017. Installazione Site Specific presso Loft Hair - Verona

11-12/2017. Esposizione personale presso Aprés-coup Arte - Milano

12/2017. Installazione Site specific presso Sonia Peronaci Factory - Milano

03/2018. Installazione Site Specific presso Suite D'Autore Art Hotel - Piazza Armerina

03/2018. Esposizione personale presso Show Room Asestante - Milano

04/2018. Esposizione presso Blanco - Milano in occasione del Fuori Salone

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Parallel Lines is born from the extraordinary connection between two artists from Verona: Silvia Lana and Ilaria Marchesini.

It's through String art that they express their vision, creating three-dimensional images with a strong and scenic visual.

They have developed their artistic project We R All Slave to Pussy which affirms the woman free from any identifying role.

After various experiments, they brought the String Art to the wall, developing site-specific installations  that create to surprising plays of light and shadow that seem to embroider the air.

They are also activists in favor of women's rights and creators of the #nonsibaratta awareness campaign, born in 2017 on the occasion of International Women's Day.

String Art is the best representation of their beliefs: we are all parallel lines (nails) looking for connections (wire).

 

WHAT THEY SAY ABOUT US

The army of the parallel lines

“There is a fighting force that directs the two parallel lines of Lana and Marchesini, a grave, street style force, that is often irreverent, barefaced, and that at the same time acts as a propeller. A creative rage that expresses itself through the fight and that claims the freedom of the woman from any identification role.

The parallel lines are militarily directed towards the discovery, the denouncement, the intellectual explosion meant as a manifesto and as a mockery of the manifesto itself.

Through the repetitive and violent action of hammering the wooden flesh of the holder, turning the rage into a concept and thrashing out the most hidden fears, quartering every doubt, analyzing and revealing every organ where the childhood fears, the dictates of society, the impositions and the emotional blocks are hidden.

The nail forced by the hammer reminds a violent and directed penetration, a surgical tear. The use and the amused control of the mechanism of the male organ is therefore the very denouncement of the most common social rules connected to male chauvinism.

Parallel Lines’ brush strokes are the threads that stretch from every nail making the connections existing between things visible, in the will to reveal the venous structure that pumps blood and that transports secrets, even the most serious, livid, violent and unspeakable.

In the very gesture, then, there is the production of a concept, as an action of writing that goes over the mere technique and tells the love for truth.

Here Eros turns into a fight and the standpoint and the intellectual speculation convey an insolent enthusiasm that really intrigues and entertain!

Federico Ferrarini

BIO

09/2017. Site-specific installation at Loft Hair - Verona

11-12 / 2017. Personal exhibition at Aprés-coup Arte - Milan

12/2017. Site-specific installation at Sonia Peronaci Factory - Milan

03/2018. Site-specific installation at Suite D'Autore Art Hotel - Piazza Armerina

03/2018. Personal exhibition at Show Room Asestante - Milan

04/2018. Exhibition at Blanco - Milano for the Milano Design Week